10. PRÉNATAL
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Un po' Fanciullino di Pascoli, un po' Peter Pan dello scrittore scozzese James Matthew Barrie, Prénatal, nasce, pasce ma non cresce mai.
Il bimbo adulto, dal cordone ombelicale che si allunga anziché si taglia, è un mamma-dipendente, uno la cui isola felice si chiama: Accommodating island, un luogo in cui, la “Lei” per eccellenza, sacra ed intoccabile come una Madonna antica, è in grado di stirare camice anche sotto una palma con 50 gradi all’ombra. Per il suo cocco, coccobello- scaraffone, la Madre “multitasking” è in grado di fare di tutto.
Così Prénatal, che accusa Edipo ed il suo complesso per l’amore viscerale verso colei che lo ha messo al mondo, passa la vita alla ricerca giocosa di una Wendy o di una Trilly che gli faccia da baby sitter.
In pratica, una “mammagirl” in grado di pulire il suo culetto con il borotalco ad ogni pruriginosa evenienza e capace di fargli passare le colichette dell’insicurezza.
Prénatal vive nella dimensione magica dell’infanzia, scappa dai problemi ed affida le soluzioni agli altri. Abbozza vite e situazioni differenti, in cui da protagonista diventa comparsa. Lo stesso Freud durante la seduta di psicoanalisi, per favorire il flusso di pensieri del babyman, avrebbe dovuto sostituire la poltrona con un girello, giusto così per metterlo a suo agio!
Prénatal, in una parola, è l’embrione del mammone per eccellenza.
Ma vi siete mai chiesti da dove proviene il termine “mammone”?
Il termine “mammone” deriverebbe dalla lingua aramaica.
Il Mamon solitamente, veniva tradotto come il "tesoro sotterrato".
Un’altra ipotesi accreditata invece è quella della provenienza del termine dall'ebraico mun (provvedere il nutrimento).
Quindi donne dal senso materno, secondo l’etimologia della parola “mammone”, per noi dovrebbe valere il motto:
"Chi trova un mammone, trova un tesoro?!"
No, grazie!
In questo caso, dovrebbe risuonare il CAMPANELLINO (vedi Peter Pan) d’allarme.
Basta con i biberon con il latte in polvere e le gonnelle della mamma, noi vogliamo il maggiorenne, negli intenti e nelle azioni.
Oggi il termine “mammone” ha avuto evoluzioni linguistiche.
Di recente si usa anche un’altra neonata parola: quella di “mammista”, per identificare il figlio sposato che necessita della continua approvazione della madre, che diventa nello stesso tempo sia marito che temutissima suocera.
Ricordiamoci dunque care mogli, fidanzate, compagne, amanti, friendzonate (amiche del cuore), che dietro un maschio c’è sempre un’altra donna, e se è proprio la Creatrice, bisogna avere le dovute accortezze. Quindi prima di pronunciare: “fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, pensateci 10 volte.
Mai spodestare l’unica donna che lui ama veramente, perciò whatsappatela, rendetela partecipe di detersivi acquistati e ricette Bimby, fatela sentire importante, ditele che Prénatal non fa che ripetervi: “… sei come mia mammaaaaaaaaaaaa!”.
Solo così conquistando la Madre dell’infante maturo, potrai sperare di finire, tra una ninna e l’altra, in culla con lui.
