Feb 27
2020

Gaviscòn

Luigi XIII, re di Francia, certo non lo avrebbe scelto nel suo esercito di corte. Gaviscòn, infatti non è l’ultimo de: “I tre Moschettieri” di Alexandre Dumas. 

Il guascone d’Amour, dei soldati del re, ha solo il moschetto che usa con chirurgica precisione per infliggere colpi di seduzione alla Milady disorientata di turno. 

Ha un cuor di leone, uno spirito sanguigno e dei principi attivi, Gaviscòn. Il suo motto è: “Una per tutte, tutte per uno”.

Si presenta audacemente con una mission chiara: pettinare i nodi dallo stomaco della malcapitata, che fa ancora fatica a digerire un cambio di stagione dall’altro. 

Sa addolcire la pillola, monsieur Gaviscòn e toccare le corde giuste di una donna alla ricerca di un cavaliere senza macchia e senza paura. 

Gaviscòn, sembra il classico incontro fortuito, il miraggio dalla precedente batosta. Come nessuno mai, sembra aver captato il tuo disagio, il tuo periodo da mille ed una insicurezza. 

Con ardore ti avvicina con un classico da manuale: “Cheri, ci conosciamo?”

… les jeux sont faits!

Il fatto stesso che ti abbia notata ed abbia preso l’iniziativa fa di lui la tua ancora di salvezza. 

Gaviscòn, non si risparmia. Savoir faire, galenteria dongiovannesca, conosce tutto il galateo. Apre e chiude lo sportello della macchina, è tutto un grazie e prego all’infinito, senza alcunché di machiavellico (forse!)

Sembra il genio della lampada di Aladin: “ogni desiderio è un ordine.”

Al tuo dire: “Non è forse un po' troppo?” Lui va di sviolinata: “Meriti questo ed altro. Sei tutto quello che cercavo”.

Così finisci con il credere che finalmente l’altra metà della mela… c’est arrivè!

Il nostro Gaviscòn, però è un uomo troppo riservato, di sé dice poco. L’unica cosa che ribadisce è che è un periodo della sua vita poco felice. 

Così dopo qualche giorno che vivi attorniata da un’aurea magica, parte in testa la musica dello squalo ed inizi a porti domande alla Marzullo. 

C’è qualcosa da capire!

Così decidi di preparare per il prossimo appuntamento un questionario a sorpresa. Una mitraglietta di curiosità che proverà a stanare monsieur Gaviscòn. 

“Gaviscòn, mon cherie, c’è qualcosa che non mi hai detto?” 

Tra una titubanza e l’altra finalmente il cavaliere si toglie la maschera e tu squarci per l’ennesima volta il velo di Maya.”

“Si, in realtà nella mia vita nulla va bene e poi…”

Et voilà

“… e poi ho una compagna, con la quale giuro non andiamo più d’accordo da un po'. Sai, vorrei lasciarla, ma lei ora sta vivendo un momento delicato per la sua vita. Tu sei tutto quello che ho sempre desiderato…”

Ed eccolo là, Gaviscòn affonda quell’ultimo colpo… ed è subito GASTRITE!

Che fai? Come ti comporti? 

Scappi a gambe levate o decidi di applicare il metodo Lady Gagà?

Con la speranza che Irinà possa uscire di scena, inizi a tollerare l’impossibile. 

Gaviscòn non batte più il secondo per vederti, Gaviscòn è diventato la raffigurazione dell’urlo di Munch… capitano tutte a lui e tu dopo essere diventata la premiere dame diventi il gatto nero della sua vita. 

“Vorrei vederti ma il mio cane non sta bene…”

Iniziano le scuse e tu sei finita in quel triangolo delle Bermuda in cui il tuo ruolo non sai se sia quello della sedia a sdraio o del bel bikini indossato dall’altra. 

A te tocca la maglietta con la scritta: “Sto nervosa”. Sì sei nervosa, perché non vuoi essere seconda a nessuno.

Ti imponi di non chiedere nulla a Gaviscòn ma procedi da sola. 

I social sbendano i tuoi occhi mostrandoti quello che in fondo già sapevi. 

Gaviscòn non sta male, Gaviscòn non ha problemi di coppia. Anzi. Quando partono le ricerche scopri di viaggi con lei, di cene, di progetti insieme. Condividono persino la stessa immagine di profilo. Sono una coppia felice. 

Gaviscòn non è la magia, Gaviscòn ha sette vite come un gatto ed il fiuto di un cane, Gaviscòn è il single in coppia, quello che vuole una vita apparentemente felice e l’altra con cui emozionarsi. 

Gaviscòn non vuole pettinare i tuoi nodi ma vuole sciogliere i suoi. 

Che tu sia Lady Gagà o Irinà, ricorda ciò che diceva Napoleone Bonaparte:

Nelle rivoluzioni, ci sono due tipi di persone: quelle che le fanno e quelle che ne traggono profitto. 

Viva la France!

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