Giu 11
2020

L’assistente civica, rossetto e distintivo

Quando l’Amore è un assembramento di comportamenti non consoni alle regole. 

Quando nel Far West di coppia le misure di sicurezza e i ruoli non vengono rispettati. 

Quando lui diventa un toro da domare e da “sedere” nel rodeo delle logiche sentimentali.

L’Amore diventa deluchiana “moral suasion” (persuasione morale) che segue il socratico credo: “dura lex, sed lex”

L’Amore viene dunque plasmato ad immagine e somiglianza della donna amazzone, metà d’amore e di guerra. Tutta chiacchiere, rossetto e distintivo.  

Sceriffo Mirina è il suo nome. 

Lei è l’archetipo della vigilantes dell’Amore, principessa guerriera alla ricerca di un partner pezzo di pane-zerbino, su cui esercitare forza, comando, in un gioco di ruoli in cui la … “vida” di lui viene in pratica annullata. 

È una donna in carriera, affascinante, totalitaria che circoscrive la relazione guerra&pace nella Contea “Seisolomio”, dove diritti e doveri stanno alla base. 

Gira vestita con cappello da cow boy, stivali con speroni per delimitare le distanze. 

Ha una “stella gemella” appuntata sul gilet.  Il suo revolver è la parola. 

Chi cede alle sue lusinghe deve attenersi a delle regole:

No alle domeniche allo stadio

No ai parenti serpenti

SI alle cene solo con coppie di amici

SI davanti alla TV a guardare serie su Netflix (scelte rigorosamente dall’ufficiale poco gentildonna)

Sceriffo Mirina, altro non è che la regina delle Amazzoni che mira a schiavizzare il suo uomo riducendolo ad accessorio della sua vita.

È lei, donna selvaggia donna, destinata come una guerriera greca a rimanere senza marito.  

Il suo “sottomesso” all’ennesimo: “M…… Signora, Tenente” diventa il toro che Sergente Mirina, non riesce più ad afferrare dalle corna. 

Lui, stanco di “signorsì”, da zerbino si è trasforma in tappeto volante, scappando così da un amore che impedisce anche gli Spritz contingentati del venerdì sera: 

“Stappo una boccia di champagne

 Per il proiettile schivato

 Chissà se mai ti avessi assecondato…” (Ghemon)

Rossana Muraca

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