Mag 21
2020

#aciascunolasuafase

L’Amore non è mai un virus ma “tocca” tutti e in tempo di pandemia da Covid-19, quando la nostra vita diventa zona rossa da DPCM (che sta per Divieto, Precarietà, “Conte non vuole”, Mai dire mai) l’Amore si tinge di color “rosso relativo” assumendo fasi e autocertificazioni diverse. 

Non appena il mondo va in lockdown, le nostre case diventano capanne, in cui lievitano pensieri, in cui lo specchio fa fatica a riconoscerci, tra una ricrescita di capelli e un crollo di nervi.

I nostri ritmi di vita vengono alterati, in una giostra di paure, sogni e decreti.

La notte si scambia con il giorno, la candeggina prova a sbiancare ricordi e a disinfettare sbagli.

Tra un “andrà tutto bene” o forse non lo so, tra un flash mob e una videochiamata di gruppo, l’amore diventa l’unica isola felice senza contagio.

Così in pieno clima apocalittico, da quarantena da Decamerone, l’Amore diventa “carezza”, quella carezza che ora Pamela Prati rivendica, dopo essere stata plagiata dal sistema, ad un anno esatto dalla sua relazione immaginaria con Mark Caltagirone, il paziente 0 di una lunga serie.

Nelle fasi fuori fase del coronavirus, l’Amore diventa il lanciafiamme che incendia le situazioni sentimentali addormentate. 

Diventa il plexiglass da cui si prendono le distanze (nel caso di un amore malato).

Diventa serenata per chi inizia a farsi il filo a distanza.

Diventa parola in quelle relazioni in cui si “mascherano” i sentimenti.

Diventa “è solo un’influenza!”, per minimizzarne la portata.

Diventa “tampone”, quando il resto non funziona.

Diventa passaporto quando ricongiunge.

Così quando L’OMS ha dichiarato lo stato di pandemia, gli smartphone sono diventati lo scrigno di dichiarazioni inattese, di riapparizioni da fine del mondo o noia, di “ehy”, “come stai”, “ti ricordi?”; di affetti instabili in cerca di definizioni.  

Di amori connessi e sconnessi.

Il virus è diventato per molti un alibi per poter riguadagnare uno spazio nella vita dell’altro.

È diventato un bonus per gli amori che avevano bisogno di crederci ancora.

Gli amori pandemici sono dunque i single sempre più single che tentano di sedurre sui social con la mascherina effetto pantera o total black modello “Zorro”, sognando prima o poi “Tre metri sopra il cielo”. 

Gli amori pandemici sono gli ex, sempre più ex che ricordano “Mille giorni di te e di me”. 

Sono le coppie sempre più “Perfetti sconosciuti”.

 Sono gli amanti che giustifichi come sex buddy.

In un momento storico, in cui lavarsi le mani è legge, in cui gli unici abbracci rimasti sono quelli inventati dall’altro Mark su Facebook, in cui diventiamo tutti degli avatar, in cui non esistono più le stanze del piacere ma le chat room, non sarà arrivato il momento in cui il virtuale sostituirà sempre di più il contatto umano?

E se la bimba Pamela Prati, in tempi non sospetti, avesse avuto ragione anticipando gli amori social con uomini mascherati, in versione “carne e like”?

To be continued… 

#faseevergreen

 

Rossana Muraca

Illustrazione a cura di Marina Elia, in arte LAMARION, Graphic design

@lamarion.illustration

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